Percorso
Valutazione dello spettro autistico ad alto funzionamento
Molte persone arrivano a chiedere una valutazione da adulte, spesso dopo aver letto qualcosa o dopo la diagnosi di un figlio, e con una domanda che hanno in testa da anni: «e se fossi Asperger?». Il percorso serve a rispondere con serietà, senza fretta e senza dover convincere nessuno di stare male abbastanza.
Come si svolge
Si parte dalla tua storia: infanzia, scuola, amicizie, lavoro, relazioni, e dalle strategie che hai costruito per stare al passo. In età adulta quelle strategie sono la parte più importante del quadro, perché sono ciò che lo ha reso invisibile per decenni.
Accanto ai colloqui c'è la parte psicodiagnostica, con strumenti standardizzati scelti sul quadro che ho davanti. Nessuno è autosomministrato: li facciamo insieme e ti spiego come va letta ogni domanda, perché una comprensione approssimativa falsa il risultato. Ricostruisco anche la familiarità del quadro, cioè la sua ricorrenza in famiglia, perché la componente genetica aiuta a leggere la tua storia.
Al termine ricevi una relazione scritta con l'esito, ciò che ne emerge sul tuo funzionamento e le indicazioni sui passi successivi. Se serve un approfondimento medico ti indirizzo ai professionisti con cui collaboro: Neurologo, due Psichiatri, Ginecologa.
Di chi mi occupo, e di chi no
Mi occupo della valutazione del disturbo dello spettro dell'autismo solo nel caso di alto funzionamento: sindrome di Asperger, livello 1, basso bisogno di supporto. Sono le persone che nella vita hanno funzionato, spesso a caro prezzo, e che arrivano da adulte a chiedersi perché tutto sia costato così tanta fatica. Con quella dizione troverai scritto il quadro nella relazione.
Non mi occupo delle forme con bisogno di supporto medio o alto, i livelli 2 e 3: lì servono équipe e servizi dedicati. Se la richiesta riguarda quel quadro te lo dico al primo contatto e ti indirizzo, invece di iniziare un percorso che non è il mio.
Cosa non è
Non è un esame da superare né una gara a chi ha più sintomi: non devi dimostrare niente, e un esito negativo non significa che le tue difficoltà siano immaginarie.
Non è nemmeno una valutazione medica: se dagli incontri emerge la necessità di una consulenza neuropsichiatrica o di una terapia farmacologica, te lo dico chiaramente e ti indico a chi rivolgerti. La relazione psicologica non sostituisce quel passaggio.
E dopo?
Una diagnosi in età adulta rimette in ordine vent'anni di autocritica, ma da sola non basta: il lavoro vero comincia dopo, quando si tratta di smettere di mascherare senza perdere il lavoro, di riconoscere il proprio sovraccarico prima del crollo e di chiedere ciò che serve senza sentirsi in debito.
Da qui può nascere un percorso di sostegno costruito sul tuo funzionamento, in studio o online.

Scritto da
Dott.ssa Anna Atzeni
Psicologa Clinica e Sessuologa Clinica, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sardegna n. 3440. Formazione in Sessuologia Clinica, neurodivergenze, psicodiagnostica, psicotraumatologia, lavoro con la coppia e con i gruppi. Pagina aggiornata a agosto 2026.
Vuoi capire se il valutazione dello spettro autistico è la strada giusta?
Scrivimi cosa ti sta accadendo: ti rispondo io e valutiamo insieme il percorso più adatto.
