Percorso
Diagnosi dell'ADHD, spettro dell'autismo e DOC
Neurodivergenza e neuroatipicità descrivono modi di funzionare diversi da quelli considerati standard. Capire come funzioni può cambiare il modo in cui rileggi tutta la tua storia. Molte difficoltà attribuite per anni a pigrizia, disorganizzazione o mancanza di volontà possono avere una spiegazione diversa.
Come si svolge la diagnosi per l'ADHD
Il percorso si apre con un colloquio anamnestico che ricostruisce la tua storia scolastica, lavorativa e relazionale: l'ADHD non nasce in età adulta, quindi ne cerchiamo le tracce nel passato.
Segue la parte psicodiagnostica, con strumenti standardizzati: 4 test che ricostruiscono i segnali dall'infanzia alla valutazione dei sintomi in età adulta, a cui segue la valutazione cognitiva, per cui ho l'abilitazione rilasciata da Giunti Psychometrics.
Nessun test viene dato in auto-somministrazione. Li eseguiamo insieme, perché possa spiegarti correttamente come interpretare le domande ed accompagnarti per tutto il percorso diagnostico.
Ricostruisco, inoltre, la familiarità del disturbo, cioè la sua ricorrenza in famiglia, perché l'ADHD ha una forte componente genetica. Al termine ricevi, se lo ritieni necessario e lo desideri, una relazione scritta con la descrizione del percorso diagnostico, l'eventuale diagnosi e le indicazioni sui passi successivi da seguire. Assieme a tale relazione clinico-diagnostica, viene rilasciata anche la relazione dettagliata per la WAIS-IV.
Come si svolge la diagnosi per lo spettro dell'autismo
Consiste in due colloqui clinici seguiti, se si ritiene necessario, dalla somministrazione di 3 test fondamentali, compreso quello che fa riferimento al masking.
Come si svolge la diagnosi per il DOC
Si parte da diversi colloqui anamnestici e di storia personale.
In seguito vengono somministrati 3 test per affinare la diagnosi e l'intervento successivo.
Dopo la diagnosi: orientarsi nei passi successivi
Una diagnosi non conclude il percorso: può essere il punto da cui iniziare a comprendere meglio come funzioni e di cosa hai realmente bisogno.
In base a ciò che emerge dalla valutazione, possiamo individuare insieme i passi successivi più utili: un percorso psicologico di supporto e sostegno, un lavoro mirato sulle difficoltà legate all'ADHD, sul riconoscimento e la valorizzazione del proprio funzionamento autistico, oppure sul fronteggiamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo e dei meccanismi che lo mantengono.
Quando è opportuno integrare il percorso con una valutazione medica o psichiatrica — ad esempio per considerare un eventuale trattamento farmacologico nell'ADHD o nel DOC — ti indirizzo allo specialista più appropriato, mettendo a disposizione la relazione e gli elementi emersi durante la valutazione.
Non vieni lasciato/a solo/a a capire cosa fare di una diagnosi. Posso aiutarti a orientarti tra le possibilità, a comprendere il ruolo dei diversi interventi e, con il tuo consenso, collaborare con gli altri professionisti coinvolti, affinché il percorso rimanga coerente con i tuoi bisogni e con il tuo modo di funzionare.
Quello che questa relazione non fa
La valutazione psicologica non è una prescrizione: l'eventuale terapia farmacologica per l'ADHD passa dal neuropsichiatra e dai centri autorizzati. Se serve quel passaggio te lo dico e ti indico a chi rivolgerti, con la relazione già in mano.
Non ti lascio però solo davanti a quella scelta. Ho conoscenza di neurologia e di psicofarmacologia: ti spiego a cosa serve il farmaco proposto, cosa puoi aspettarti e cosa no, e resto in dialogo con il medico che lo prescrive.

Scritto da
Dott.ssa Anna Atzeni
Psicologa Clinica e Sessuologa Clinica, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sardegna n. 3440. Formazione in Sessuologia Clinica, neurodivergenze, psicodiagnostica, psicotraumatologia, lavoro con la coppia e con i gruppi. Pagina aggiornata a agosto 2026.
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