Neurodivergenza e neuroatipicità
Una psicologa neurodivergente, per comprendere il tuo modo di funzionare
Sono neurodivergente anch'io. La mia esperienza personale, insieme alla formazione clinica, orienta il mio sguardo verso l'unicità del funzionamento di ogni persona e verso le risorse che possono emergere quando impariamo a comprenderlo meglio.
Il punto di partenza è conoscere il tuo modo di funzionare: ciò che ti richiede maggiore energia, le difficoltà che incontri nella quotidianità, le strategie che hai costruito nel tempo e le risorse sulle quali possiamo lavorare insieme.
Mi occupo di valutazione diagnostica, intervento e sostegno psicologico in età adulta nell'ambito delle neurodivergenze e dei profili neuroatipici, con particolare attenzione all'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) nelle sue diverse presentazioni, compresa quella prevalentemente inattentiva, storicamente indicata come ADD; alla coesistenza di ADHD e spettro autistico (AuDHD); al Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) nelle sue diverse manifestazioni e allo spettro autistico, con particolare attenzione ai profili di livello 1 di supporto e a quelli in passato ricondotti alla Sindrome di Asperger.
Quando inizi a riconoscerti nella tua storia
A volte la domanda nasce dopo anni trascorsi a chiedersi perché attività apparentemente semplici richiedano tanta energia, perché organizzarsi sia così faticoso o perché ci si sia sempre sentiti in qualche modo differenti dagli altri.
Altre volte arriva leggendo qualcosa sull'ADHD o sull'autismo e riconoscendo, improvvisamente, esperienze che accompagnano la propria vita da molto tempo.
Ti ritrovi in alcune di queste esperienze?
- Parti con entusiasmo, ma organizzare i passaggi, mantenere il filo e arrivare fino alla fine può richiederti uno sforzo enorme.
- Rimandi anche cose importanti e, quando diventano urgenti, iniziare può diventare ancora più difficile.
- Appuntamenti, scadenze, oggetti e piccole incombenze possono uscire facilmente dal tuo campo mentale, tanto da richiedere sistemi e promemoria per gestirli.
- Un rumore, una notifica o semplicemente un nuovo pensiero possono spostare rapidamente la tua attenzione e farti perdere il filo.
- Qualcuno ti sta parlando e desideri ascoltarlo, ma a un certo punto ti accorgi che la tua mente è andata altrove e hai perso una parte del discorso.
- Puoi immergerti per ore in qualcosa che ti interessa e trovare molto più difficile dedicare attenzione a ciò che percepisci come monotono, ripetitivo o poco stimolante.
- Anche quando esteriormente sei fermo/a, dentro può esserci un'attività continua di pensieri, idee e cose da fare, che rende difficile rallentare.
- Le idee possono arrivare rapidamente e portarti a rispondere in anticipo, completare una frase, interrompere o faticare ad aspettare il tuo turno.
- Già dall'infanzia potevi distrarti facilmente, dimenticare cose, perdere il filo o avere bisogno di richiami frequenti per tornare a ciò che stavi facendo.
- Guardando indietro alla tua storia, alcune esperienze che hai interpretato per anni come pigrizia, disordine, incostanza o mancanza di volontà possono iniziare ad assumere un significato diverso.
Riconoscersi in diverse di queste esperienze può essere il punto di partenza per comprendere meglio il proprio funzionamento. Quando sono presenti fin dall'infanzia, persistono nel tempo e incidono sulla vita quotidiana, una valutazione approfondita può aiutare a dare loro un significato più chiaro.

«La neurodivergenza fa parte anche della mia storia e contribuisce al modo in cui oggi comprendo e accompagno quella degli altri.»
Dott.ssa Anna Atzeni
Valutazione in età adulta
Comprendere il proprio funzionamento attraverso una valutazione approfondita
Mi occupo di valutazione diagnostica dell'ADHD e dello spettro autistico a partire dai 16 anni, attraverso colloqui clinici e strumenti standardizzati.
La valutazione dell'ADHD considera le sue diverse presentazioni, compresa quella prevalentemente inattentiva, in passato indicata come ADD, e l'eventuale coesistenza con caratteristiche dello spettro autistico.
Valutazione ADHD e spettro autistico
La valutazione considera le diverse presentazioni dell'ADHD, compresa quella prevalentemente inattentiva, e i diversi profili dello spettro autistico, integrando colloqui clinici, storia della persona e strumenti standardizzati.
Valutazione dello spettro autistico
Un percorso di valutazione rivolto anche a persone che hanno sviluppato nel tempo strategie di adattamento e mascheramento e che desiderano comprendere più chiaramente il proprio funzionamento.
Mi occupo in particolare di profili di livello 1 di supporto, compresi quelli che in passato venivano ricondotti alla Sindrome di Asperger.
Diagnosi e fronteggiamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)
Mi occupo di valutazione diagnostica e fronteggiamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) nelle sue diverse manifestazioni: pensieri intrusivi, dubbi persistenti, bisogno di certezza, controlli, rituali comportamentali o mentali, richieste di rassicurazione ed evitamenti.
Il lavoro parte dal riconoscere come il DOC si presenta nella tua vita e quali meccanismi continuano ad alimentarlo, per imparare progressivamente a rispondere in modo diverso ai pensieri ossessivi, ridurre il bisogno di controllo e recuperare libertà nelle scelte, nelle relazioni e nella quotidianità.
Valutazione psicologica e confronto medico
La valutazione psicologica può fornire un quadro approfondito del funzionamento della persona e orientare i passi successivi. Quando emerge l'opportunità di una valutazione farmacologica, posso indicare il confronto con il medico specialista competente e fornire la documentazione clinica utile alla continuità del percorso.
Perché fa differenza
Un percorso attento al funzionamento neurodivergente
Strategie costruite sul tuo funzionamento
Quello che facciamo tra un incontro e l'altro viene scelto e costruito insieme, tenendo conto del tuo modo di funzionare, delle energie disponibili, delle difficoltà che incontri e delle risorse che possiedi già.
Le strategie vengono osservate e adattate nel tempo, così da individuare quelle più sostenibili ed efficaci nella tua quotidianità.
Autostima, autoefficacia e consapevolezza di sé
Il lavoro riguarda anche il modo in cui le esperienze accumulate nel tempo possono aver influenzato autostima e senso di autoefficacia, soprattutto dopo anni trascorsi a ricevere giudizi legati a distrazione, disorganizzazione, incostanza o difficoltà nel portare a termine alcune attività.
Lavoriamo quindi anche sul modo in cui hai imparato a guardarti, distinguendo le caratteristiche del tuo funzionamento dalle interpretazioni negative costruite nel tempo.
L'obiettivo è sviluppare strategie sostenibili, rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e costruire una conoscenza di sé più consapevole e rispettosa.
Il percorso
Dopo la diagnosi: comprendere e costruire i passi successivi
Una diagnosi ricevuta in età adulta può aiutare a rileggere la propria storia con nuove chiavi di comprensione e portare con sé emozioni differenti: sollievo, rabbia, tristezza, curiosità o bisogno di riorganizzare l'immagine che si ha di sé.
Il percorso può proseguire lavorando sui bisogni emersi dalla valutazione e costruendo strategie adatte alla vita quotidiana.
- Riconoscere e modulare gradualmente il mascheramento, quando diventa fonte di affaticamento;
- Individuare precocemente i segnali di sovraccarico e costruire modalità di recupero;
- Organizzare tempo, attività e impegni in modo più coerente con il proprio funzionamento;
- Comunicare più chiaramente bisogni, limiti e necessità nelle relazioni;
- Rileggere la propria storia alla luce di una maggiore comprensione di sé.
In studio o online
Ricevo in Via Carlo Forlanini 14 a Cagliari, in uno studio al piano terra, e online tramite videochiamata. La modalità può essere scelta in relazione alle esigenze della persona e alle caratteristiche del percorso.
Riservatezza e segreto professionale
I colloqui, in studio e online, si svolgono nel rispetto del segreto professionale e delle norme deontologiche previste per la professione psicologica.
Domande di chi sta pensando di scrivermi
Alcune delle domande che ricevo più frequentemente sui percorsi dedicati alla neurodivergenza e sulla valutazione in età adulta.
Cosa vuol dire che sei una psicologa neurodivergente?
Che sono neurodivergente anch'io. Non è un titolo di studio e non sostituisce la formazione: è il motivo per cui certe cose non me le devi spiegare da capo. La fatica di stare al passo, il senso di colpa per le cose rimaste indietro, la sensazione di essere sbagliata invece che semplicemente diversa: le conosco perché le ho attraversate.
Posso richiedere un colloquio anche se non ho ancora una diagnosi?
Sì, ed è il caso più frequente. Non serve arrivare con un'ipotesi già confezionata né con i test fatti da soli su internet: si parte da come funzioni e da cosa ti costa fatica. Da lì decidiamo insieme se ha senso fare un percorso di valutazione o se ti serve altro.
In cosa può essere utile un percorso dopo la diagnosi?
Il foglio con la diagnosi dice cosa hai, non come si vive. La parte più lunga viene dopo: smettere di mascherare senza far crollare il lavoro, riconoscere il sovraccarico prima del crollo, chiedere ciò che serve senza sentirsi in debito, e rileggere anni di autocritica con la chiave giusta.
Qual è il rapporto tra valutazione psicologica e trattamento farmacologico?
No, e su questo è giusto essere chiari: la prescrizione di farmaci è competenza medica, del neuropsichiatra e dei centri autorizzati. Io faccio la valutazione psicologica e ti consegno una relazione scritta, che è spesso il documento con cui quel passaggio si apre. Se serve, ti indico a chi rivolgerti.
Ti occupi anche della presentazione prevalentemente inattentiva dell'ADHD?
Sì. Oggi la diagnosi si chiama ADHD anche quando l'iperattività non si vede: si parla di presentazione con disattenzione prevalente, quella che per anni è stata chiamata ADD. Cambia il nome, non la fatica: l'attenzione che va dove vuole, le cose iniziate e mai chiuse, il tempo che sfugge, e spesso anni passati a sentirsi solo disordinati. Nella valutazione uso gli stessi strumenti standardizzati, e il lavoro che viene dopo ha lo stesso scopo: darti strumenti perché quel funzionamento incida il meno possibile sulle tue giornate.
L'alta sensibilità (PAS) è una neurodivergenza?
È una domanda che mi arriva spesso, e la risposta onesta è che sono due cose diverse che spesso convivono. L'alta sensibilità è un tratto del temperamento, non una diagnosi: una soglia più bassa davanti a stimoli, rumori ed emozioni altrui. Può accompagnare l'ADHD o un profilo nello spettro, ma può anche esserci da sola. Con le persone altamente sensibili lavoro sul sovraccarico, sul recupero e sui confini, e alla collana Emersa ho dedicato un quaderno specifico.
Si può fare tutto online?
Il sostegno sì, con la stessa struttura degli incontri in studio, e per molte persone neurodivergenti è anche più sostenibile: nessun viaggio, ambiente prevedibile, telecamera che si può spegnere. Per la valutazione diagnostica alcuni strumenti richiedono la presenza: te lo dico al primo colloquio, in base a cosa serve nel tuo caso.
Quanto dura una valutazione?
Di norma alcuni incontri distribuiti su qualche settimana: un colloquio approfondito sulla tua storia, la somministrazione degli strumenti e un incontro finale di restituzione con la relazione scritta. Non è una cosa che si chiude in una seduta e non voglio dartela come se lo fosse.
Quali profili dello spettro autistico valuti?
No, e preferisco dirlo prima. Valuto lo spettro dell'autismo solo in alto funzionamento: sindrome di Asperger, livello 1, basso bisogno di supporto. Le forme con bisogno di supporto medio o alto richiedono équipe e servizi dedicati: se la richiesta riguarda quelle ti indirizzo al primo contatto.

Scritto da
Dott.ssa Anna Atzeni
Psicologa Clinica e Sessuologa Clinica, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sardegna n. 3440. Formazione in Sessuologia Clinica, neurodivergenze, psicodiagnostica, psicotraumatologia, lavoro con la coppia e con i gruppi. Pagina aggiornata a agosto 2026.
Un primo confronto
Se desideri comprendere meglio il tuo funzionamento o valutare l'opportunità di un percorso diagnostico o psicologico, puoi contattarmi per una breve chiamata conoscitiva gratuita di 15 minuti.Potremo chiarire la tua richiesta e valutare insieme quale percorso può essere più adatto alle tue esigenze.
