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Anna AtzeniPsicologa

Neurodivergenza in età adulta

Una psicologa neurodivergente, per persone neurodivergenti

Sono neurodivergente anch'io. Se hai cercato esattamente queste parole, probabilmente sai già perché fa differenza: qui non devi cominciare spiegando da zero come funzioni.

Quante di queste ti suonano familiari?

Nessuna di queste frasi, da sola, significa avere l'ADHD o essere autistici. Insieme, però, sono il motivo per cui molte persone arrivano in studio a trent'anni o a cinquanta con la stessa domanda: e se ci fosse una spiegazione, e nessuno me l'ha mai detta?

  • Arrivi a fine giornata senza più niente in mano, per cose che agli altri costano nulla
  • Hai imparato a imitare i modi degli altri per non dare fastidio, e ormai non sai più quali sono i tuoi
  • La frase «intelligente, ma disorganizzata» te la porti dietro dalle elementari
  • Rimandi cose che vuoi fare, e più diventano urgenti meno riesci a iniziare
  • Un rumore, una luce o un locale pieno ti scaricano in dieci minuti
  • Una critica, anche minima, ti resta addosso per giorni
  • Hai letto qualcosa sull'ADHD o sull'autismo e hai pensato: qui c'è scritta la mia vita
  • Hai ricevuto una diagnosi da poco e nessuno ti ha spiegato cosa farne

Se ne hai riconosciute diverse, la cosa utile non è cercare conferme in rete per un altro anno: è parlarne una volta con chi sa cosa sta ascoltando.

Dott.ssa Anna Atzeni, psicologa neurodivergente a Cagliari

«Mi presento come La Psicologa Neurodivergente perché lo sono. Non è un'etichetta di marketing: è la ragione per cui, nel mio studio, la neurodivergenza non è un difetto da correggere.»

Dott.ssa Anna Atzeni

Perché fa differenza

Cosa cambia, in concreto, a lavorare con una psicologa neurodivergente

Non parti da zero a spiegarti

Non devo immaginare cosa vuol dire mascherare per otto ore e crollare appena chiudi la porta di casa: lo riconosco. Il tempo della seduta lo usiamo per lavorare, non per convincerci che il problema esiste.

Il tuo funzionamento non va corretto

L'obiettivo non è renderti più simile agli altri. È capire come funzioni davvero, dove si consuma la tua energia e come organizzare la vita intorno a quello, invece che contro.

Nessun compito che sappiamo già che non farai

Gli esercizi tra le sedute li scegliamo insieme e li tariamo su quello che regge la tua settimana. Se una strategia non funziona non è una tua mancanza: si cambia strategia.

Puoi dirmi che ti sto stancando

Si può stare in silenzio, chiedere di abbassare la luce, tenere le mani occupate, spegnere la telecamera se siamo online. Nessuna di queste cose mi offende e nessuna diventa materiale di giudizio.

Valutazione in età adulta

Dare un nome a quello che ti accade, con gli strumenti giusti

Mi occupo di valutazione diagnostica dell'ADHD e dell'autismo in età adulta, con colloqui clinici e strumenti standardizzati. Al termine ricevi una relazione scritta: serve a te per capirti, e serve se in futuro deciderai di fare altri passi.

Una precisazione onesta: la valutazione psicologica non è una prescrizione medica. Gli eventuali farmaci passano dal neuropsichiatra e dai centri autorizzati, e se serve quel passaggio te lo dico chiaramente, relazione in mano.

Il percorso

La diagnosi non è il traguardo. È il punto in cui si capisce cosa lavorare

Chi riceve una diagnosi da adulto passa spesso dal sollievo alla rabbia: tutti quegli anni a rimproverarsi per qualcosa che aveva un nome. È materiale su cui si lavora, non un dettaglio da superare in fretta.

  • Smettere di mascherare a piccoli passi, senza far saltare lavoro e relazioni
  • Riconoscere i segnali del sovraccarico prima di arrivare al crollo
  • Organizzare tempo e impegni intorno a come funzioni, non contro
  • Spiegare a chi ti sta vicino cosa ti serve, senza sentirti in debito
  • Rimettere in ordine la propria storia con la chiave giusta

Solo su appuntamento

Nessuna sala d'attesa piena di gente e nessuna attesa a sorpresa: l'orario è tuo e sai in anticipo come andrà l'incontro.

In studio o in videochiamata

Lo studio è al piano terra, in Via Carlo Forlanini a Cagliari. Se uscire di casa è la parte più costosa della giornata, si lavora online.

Quello che dici resta lì

Segreto professionale previsto dal codice deontologico degli psicologi, in studio e online.

Domande di chi sta pensando di scrivermi

Le cose che mi vengono chieste più spesso da persone neurodivergenti, con la risposta che darei al telefono.

Cosa vuol dire che sei una psicologa neurodivergente?

Che sono neurodivergente anch'io. Non è un titolo di studio e non sostituisce la formazione: è il motivo per cui certe cose non me le devi spiegare da capo. La fatica di stare al passo, il senso di colpa per le cose rimaste indietro, la sensazione di essere sbagliata invece che semplicemente diversa: le riconosco perché le ho attraversate.

Non ho una diagnosi, ho solo il sospetto. Posso venire?

Sì, ed è il caso più frequente. Non serve arrivare con un'ipotesi già confezionata né con i test fatti da soli su internet: si parte da come funzioni e da cosa ti costa fatica. Da lì decidiamo insieme se ha senso fare un percorso di valutazione o se ti serve altro.

Ho già la diagnosi da anni: cosa può servirmi ancora?

Il foglio con la diagnosi dice cosa hai, non come si vive. La parte più lunga viene dopo: smettere di mascherare senza far crollare il lavoro, riconoscere il sovraccarico prima del crollo, chiedere ciò che serve senza sentirsi in debito, e rileggere anni di autocritica con la chiave giusta.

La tua valutazione serve per avere i farmaci?

No, e su questo è giusto essere chiari: la prescrizione di farmaci è competenza medica, del neuropsichiatra e dei centri autorizzati. Io faccio la valutazione psicologica e ti consegno una relazione scritta, che è spesso il documento con cui quel passaggio si apre. Se serve, ti indico a chi rivolgerti.

Si può fare tutto online?

Il sostegno sì, con la stessa struttura degli incontri in studio, e per molte persone neurodivergenti è anche più sostenibile: nessun viaggio, ambiente prevedibile, telecamera che si può spegnere. Per la valutazione diagnostica alcuni strumenti richiedono la presenza: te lo dico al primo colloquio, in base a cosa serve nel tuo caso.

Quanto dura una valutazione?

Di norma alcuni incontri distribuiti su qualche settimana: un colloquio approfondito sulla tua storia, la somministrazione degli strumenti e un incontro finale di restituzione con la relazione scritta. Non è una cosa che si chiude in una seduta e non voglio dartela come se lo fosse.

Se in queste righe c'è la tua vita, parliamone una volta

Scrivimi due righe su cosa ti sta accadendo: ti rispondo io e capiamo insieme se una valutazione o un percorso ha senso per te.