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Anna AtzeniPsicologa

Persone LGBTQ+, identità e sessualità

Uno spazio dove non devi spiegare chi sei prima di poter dire come stai

Chi è queer conosce bene la scena: metà del primo colloquio spesa a fare da insegnante, a misurare le parole, a capire se il posto è sicuro. Qui quella parte è già data per acquisita.

Le persone LGBTQ+ non stanno male perché sono LGBTQ+. Stanno male, quando accade, per la stessa ragione per cui si stanca chi porta un peso tutto il giorno: la vigilanza continua, il calcolo di cosa si può dire e dove, le frasi ricevute in famiglia, il corpo che non torna, le relazioni tenute nascoste.

Nel mio studio questo è un tema clinico riconosciuto, non un dettaglio biografico. Ho una specializzazione in sessuologia clinica e lavoro da anni su identità, orientamento e sessualità: significa che puoi portare la parte più intima al primo incontro, se ti serve, invece di aspettare il momento in cui ti fiderai.

Vale anche per chi sta ancora capendo: non devi arrivare con un'etichetta pronta, né sapere già come chiamarti. Si può lavorare benissimo dentro il dubbio.

Sono neurodivergente, e questo mi ha insegnato una cosa che qui torna utile: la differenza tra ciò che fa soffrire davvero e ciò che semplicemente non somiglia alla norma. Sono due cose diverse, e confonderle è il modo più rapido per far sentire sbagliato qualcuno che non lo è.

Dott.ssa Anna Atzeni, psicologa e sessuologa clinica a Cagliari

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Cosa trovi qui

Quattro cose che in questo studio sono già scontate

Non devi fare formazione a me

Il vocabolario lo conosco. Non spendi sedute a spiegare cosa significa non binario, cosa è il disforia, come funziona una relazione aperta o perché il tuo nome sui documenti non è il tuo nome. Si parte da come stai.

La tua identità non è il sintomo

Essere una persona lesbica, gay, bisessuale, trans o non binaria non è ciò che va curato. Quello che pesa, spesso, è il carico di dover stare in guardia ogni giorno: è lì che si lavora.

Formazione in sessuologia clinica

Master in Sessuologia Clinica (Giunti Psychometrics): corpo, desiderio e pratiche sono materia di lavoro, non un argomento da rimandare a quando ci conosceremo meglio.

Neurodivergenza e queerness insieme

Molte persone Asperger o con ADHD sono anche queer, e le due cose si intrecciano: mascherare l'identità e mascherare il funzionamento sono la stessa fatica. Qui non devi scegliere da quale parte parlare.

Di cosa parliamo

Nessuno di questi temi è fuori posto

Sono le cose che arrivano più spesso in studio. Puoi portarne una, nessuna o altre che qui non sono scritte: l'elenco serve solo a dirti che non ti troverai a scegliere le parole con il contagocce.

Il percorso di sessuologia clinica
  • Orientamento sessuale: dubbi, scoperte, tempi che non coincidono con quelli degli altri
  • Identità di genere, disforia e percorsi di affermazione
  • Coming out in famiglia, al lavoro, in una città piccola
  • Il peso di dover valutare ogni volta se un posto è sicuro
  • Relazioni non monogame, poliamore, accordi e gelosia
  • Vergogna legata ai propri desideri e alla propria storia sessuale
  • Trauma sessuale, violenze e abusi
  • Rapporto con il corpo, con lo specchio e con il desiderio
  • Famiglia d'origine che non riconosce la tua relazione
  • Solitudine e isolamento, anche dentro una comunità

Percorsi di affermazione

Cosa posso fare io, e cosa passa da altri

Preferisco dirlo prima, perché su questo tema le promesse vaghe fanno perdere mesi a chi ha già aspettato abbastanza.

Il sostegno psicologico, sì

  • Capire cosa desideri e in quali tempi, senza corse
  • Stare nella fase in cui niente è ancora deciso
  • Dirlo a famiglia, partner, lavoro: quando e con quali parole
  • Il rapporto con il corpo prima, durante e dopo
Terapie ormonali, interventi e autorizzazioni passano da medici ed équipe dedicate: sono passaggi che non mi competono e non te li vendo. Ti spiego come funzionano e ti aiuto ad arrivarci preparato.

Le domande che mi fanno al telefono

Quelle che tornano più spesso quando mi scrive una persona LGBTQ+ per la prima volta.

Cosa vuol dire che lo studio è LGBTQ+ friendly?

Che è dichiarato, non implicito. Il nome che usi è quello con cui ti chiamo, i pronomi sono quelli che mi dici, la tua relazione non viene messa tra parentesi. Non è una cortesia: è una precondizione per potersi occupare di cose serie.

Sto valutando un percorso di affermazione di genere: mi puoi seguire?

Posso accompagnarti sul piano psicologico: capire cosa vuoi, in quali tempi, come dirlo a chi ti sta intorno, come stare nella fase in cui niente è ancora definito. I passaggi medici e legali passano invece dai servizi e dalle équipe dedicate, e su quelli non ti prometto ciò che non mi compete: ti dico come funzionano e ti aiuto a orientarti.

La mia vita sessuale non è quella «standard». Rischio di sentirmi giudicato?

No. Il punto di partenza non è stabilire se quello che fai è normale, ma come stai. Se porti quel tema si lavora su ciò che ti fa soffrire davvero, e la formazione in sessuologia clinica serve esattamente a distinguerlo da ciò che semplicemente non somiglia al modello con cui siamo cresciuti.

Ho subito una violenza sessuale anni fa. È troppo tardi per parlarne?

No, e non esiste una soglia di gravità sotto la quale non vale la pena. Si procede al tuo ritmo: non devi raccontare tutto subito né in ordine, e si può fermarsi in qualsiasi momento. Riaprire quella storia senza controllo sui tempi fa più danni che bene, per questo il ritmo lo decidi tu.

Ricevi anche minorenni?

Dai 16 anni. Sotto i 18 serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale: è un obbligo di legge e non posso aggirarlo. Quello che dici in seduta resta però coperto dal segreto professionale, anche nei confronti dei tuoi genitori.

In studio si può stare tranquilli?

Lo studio è al piano terra in Via Carlo Forlanini a Cagliari, ricevo solo su appuntamento e non ci sono sale d'attesa affollate: non incontri nessuno. Se preferisci non venire in presenza, si lavora in videochiamata con la stessa struttura.

Dott.ssa Anna Atzeni

Scritto da

Dott.ssa Anna Atzeni

Psicologa Clinica e Sessuologa Clinica, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sardegna con il n. 3440. Specializzanda in psicoterapia a orientamento integrato presso la S.I.P.S.I. di Roma. Pagina aggiornata a luglio 2026.

Formazione e percorso professionaleContenuto a scopo informativo, non sostituisce una consulenza

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